Le GiAS interviste_ Arch. Nacho Garlace

Le GiAS interviste_ Arch. Nacho Garlace

Le GiAS interviste. Come ci vedono i nostri colleghi all’estero?

Una breve intervista all’architetto cileno Nacho Garlace, studente del Master in Progettazione architettonica per recupero dell’edilizia storica e degli spazi pubblici – Pares 2017/2018 presso l’Università di Roma “La Sapienza”.

Stavolta abbiamo preso di mira l’Arch. Nacho Garlace, un simpatico giovane cileno, che dopo diversi anni di lavoro in Cile ha deciso di rimettersi in gioco e venire in Italia per seguire un master in progettazione per il recupero dell’edilizia storica.

Cosa ti ha spinto e convinto ad intraprendere un percorso di studi in Italia seguendo un master in recupero del patrimonio storico?

Ho deciso di seguire il master per il recupero del patrimonio perché rientra negli interessi dell’ attività professionale svolta; Infatti mi sono dedicato al restauro di edifici storici nel mio Paese per più di 6 anni, ma avevo bisogno di una certificazione accademica che desse valore aggiunto all’esperienza maturata in questi anni.
Così ho deciso di venire in Italia per studiare presso “La Sapienza”, dove penso ci sia una delle facoltà di architettura più accreditate per il restauro. Inoltre il solo pensiero di poter vivere a Roma, città con più di XVII secoli di storia, rispetto al mio Paese, mi entusiasmava ed ha contributo a rendere la scelta ancora più semplice.

La trafila burocratica per poter intraprendere questo percorso è stata semplice o hai trovato difficoltà?

L’inizio non è stato facile, lo devo ammettere, perché la documentazione richiesta in molti casi era diversa da quella che mi era stata consegnata quando mi sono laureato come architetto in Cile. 

E’ stato necessario un anno per completare tutta la documentazione che mi era stata richiesta dalla facoltà e dall’ambasciata italiana nel mio Paese, per essere accettato. 

Quale è stata l’accoglienza giunto in Italia?

All’arrivo tutto è stato più semplice. Accoglienza perfetta, tanta cordialità e chiarezza, quindi mi sentivo abbastanza sicuro. Penso che l’accoglienza debba essere sempre di questo tipo in università di questo calibro, così riconosciute e, con così tanti studenti provenienti da tutto il mondo.

Com’è studiare in Italia? Hai trovato quello che ti aspettavi?

Studiare in Italia è molto gratificante, non solo per la qualità accademica dei docenti del master, ma anche per la qualità professionale dei miei colleghi di studio, che erano interessati tanto quanto me agli argomenti trattati nel master.

Questo ti spinge sempre a dare il meglio, ed a confrontarti con i colleghi.

Le fasi del rilievo con scanner laser

A livello didattico e umano come è stato il tuo rapporto con i docenti e gli altri studenti?

Il rapporto tra docenti e studenti è stato molto professionale, sottolineando sempre il fatto che eravamo tutti già qualificati, quindi non ho mai avuto la sensazione di parlare con qualcuno che mi vedesse al di sotto di lui in una scala di competenze e capacità.

Parliamo degli architetti italiani, cosa ti ha colpito?

Le competenza comunicativa che avete voi italiani è elevata, i dibattiti teorici sono stati molto ricchi, questo mi ha permesso di ampliare il mio punto di vista e di approcciarmi diversamente alle tematiche trattate.

In conclusione, le tue aspettative sono state soddisfatte?

Indubbiamente, le aspettative personali quando ho scelto di continuare la mia formazione professionale in Italia sono state soddisfatte. La scelta del Master Pares dell’Università di Roma “La Sapienza” credo sia stata la migliore che potessi fare.

Il Giorno della discussione della tesi

Grazie Nacho per aver voluto rispondere alle nostre domande. Buon rientro in Cile!

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